| Prevenzione delle allergie e delle intolleranze alimentari |
Prevenzione delle allergie e delle intolleranze alimentariNegli ultimi decenni è molto aumentata la diffusione delle allergie negli adulti ma ancora più nei bambini, ed in età sempre più precoci. Nella maggior parte dei casi si tratta di allergie di tipo respiratorio ma esistono anche quelle alimentari e la diagnosi non è sempre facile, sia per la grande variabilità dei sintomi sia perché non è sempre facile distinguere fra allergia e intolleranza. L’allergia si manifesta come una reazione di tipo immunitario da parte dell’organismo quando viene a contatto con una sostanza che viene identificata come estranea: questa viene trattata dal corpo come una minaccia da neutralizzare e quindi vengono prodotti anticorpi per eliminarla. Le reazioni sono immediate o poco distanti dal contatto con la sostanza (anche ingestione) e possono manifestarsi con diversa sintomatologia, dall’irrequietezza ai problemi respiratori fino a problemi di crescita, fino nei casi più gravi con episodi di shock anafilattico. È sufficiente che l’organismo entri in contatto con piccolissime dosi della sostanza (vedi le indicazioni sulle confezioni di molti alimenti: contiene tracce di..). L’intolleranza è o un problema di tipo metabolico: quando /strong>manca un enzima che sostiene l’assimilazione di una sostanza; o farmacologico: quando nel prodotto è contenuta una sostanza chimica, come additivi o conservanti, che crea la reazione avversa. L’intolleranza al contrario dell’allergia, spesso è collegata alla quantità di alimento introdotta. I sintomi possono essere simili a quelli dell’allergia. Le principali forme di prevenzione sono: ALLATTARE AL SENO IN MODO ESCLUSIVO ALMENO FINO AL COMPIMENTO DEL SESTO MESE DI VITA e proseguire con l’allattamento a richiesta anche durante l’introduzione dei cibi solidi. Infatti nei primi mesi, proteine diverse da quelle del latte possono facilmente penetrare la mucosa intestinale del lattante e provocare fenomeni allergici o creare fenomeni infiammatori. Introdurre proteine diverse da quelle del latte nei mesi successivi permette di evitare questo rischio perché l’apparato gastrointestinale del bambino è sufficientemente maturo. LASCIARE CHE SIA IL BAMBINO A SCEGLIERE COSA E QUANTO MANGIARE. Ciò gli permette di avvicinarsi ai cibi solidi secondo il suo istinto di protezione. Non è un caso che i bambini che poi si manifestano allergici o intolleranti inizino ad apprezzare spontaneamente i cibi solido ben oltre il sesto mese di vista. IL LATTE MATERNO CONTIENE ENZIMI CHE FACILITANO LA DIGESTIONE non solo delle proprie componenti ma anche dei cibi solidi. Questo è il motivo per cui spontaneamente il bambino dopo “il pasto regolare” richiederà comunque di attaccarsi al seno materno. Anche per la prevenzione della celiachia, secondo le raccomandazioni attuali, si consiglia di allattare a lungo. IL LATTE MATERNO MANTIENE LE SUE PROPRIETA’ DI RAFFORZARE LE DIFESE DELL’ORGANISMO e di influenzare positivamente lo sviluppo e il funzionamento del sistema immunitario, che è quello maggiormente sollecitato in caso di allergie. Secondo una raccomandazione diffusa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità non è necessario, e anzi potrebbe essere rischioso, proporre al bambino cibi diversi dal latte materno prima dei sei mesi di vita. Infatti secondo l’OMS, il latte materno da solo costituisce tutto ciò di cui il bambino ha bisogno nei primi sei mesi di vita: è fatto appositamente per rispondere ai bisogni di fame e di sete del bambino perché contiene le giuste proporzioni e nella forma più assimilabile. Contiene importanti ormoni della crescita necessari per il suo sviluppo e per il corretto funzionamento del suo metabolismo, continua ad offrire fattori immunitari che proteggono il bambino dalle malattie. Iniziare prima del tempo lo svezzamento significa sostituire un cibo ideale da ogni punto di vista con uno più scadente e potrebbe esporre il bambino a un maggior rischio di infezioni. L’OMS consiglia di continuare ad allattare mentre si propongono cibi solidi, fino ad almeno il compimento del secondo anno di vita, e anche oltre se mamma e bambino lo desiderano. Se desideri conoscere di più su questo argomento e conoscere la nostra attività chiamaci o scrivici per un incontro gratuito. Negri P. (2010) “W la pappa! Dall’introduzione dei cibi solidi all’alimentazione adulta”, URRA WHO (2002) “Global strategy for infant & young child feeding”, Geneva |