mamaninfea the birth expression, l'espressione della nascita
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Home infuso di sapere Simbiosi tra mamma e bambino

La mamma è l'unica persona in grado di presentare al bambino il mondo in una forma che abbia senso per lui

Alla fine della gravidanza si perfeziona una simbiosi tra madre e bambino che ne permette il reciproco adattamento e armonia durante il parto e le prime settimane di vita successive. Le percezioni sensoriali materne sono amplificate e si avvicinano a quelle del bambino: preparano al riconoscimento e alla protezione attraverso capacità percettive sottili.

Le onde cerebrali, che nello stato di veglia dell’adulto sono più veloci (lunghezza beta), rallentano nella donna a fine gravidanza, mentre quelle del bambino, che partono ultralente (lunghezza theta), accelerano. Così facendo madre e bambino si incontrano quando la madre è rilassata e il bambino è attivo (onde alfa), rafforzando la comunicazione intuitiva.

 

Il sonno REM (leggero) aumenta nella madre, che riesce a percepire il bambino anche nel sonno, elemento di grande sicurezza, e diminuisce nel bambino, il quale impara il sonno profondo.

La sensibilità della pelle aumenta in mamma e bambino: la pelle toracica è in grado di alzare o abbassare la temperatura in base ai bisogni del bambino, fungendo da termoregolatore. La percezione di sé e del bambino è più acuta.

Questa simbiosi biologica continua anche dopo la nascita e diventa garante della sicurezza del bambino guidandone l’adattamento al mondo extrauterino. Corpo materno e allattamento al seno forniscono gli elementi che aiutano il bambino a stabilizzare i suoi sistemi fisiologici, pilastri della salute futura.

Il suo sistema immunitario viene protetto ed educato attraverso il contatto con il corpo materno e i suoi batteri. Il capezzolo e il latte materno hanno capacità analitiche e selettive attraverso gli anticorpi e le altre cellule di difesa fisiologiche.

Il sistema neurovegetativo e ormonale del bambino viene stabilizzato dal contenimento corporeo (l’essere tenuto in braccio, portato), dall’alternanza tra seno destro e sinistro (che educa anche l’occhio al movimento corretto) e dell’allattamento a richiesta.

Il sistema respiratorio viene guidato ed educato da quello materno. Il bambino dentro la pancia infatti durante i momenti di stress smette di fare atti respiratori: il neonato potrebbe ripetere lo stesso comportamento inadeguato. La madre gli insegna a respirare anche in presenza di difficoltà, un aspetto molto importante e protettivo.

Il sistema cardiocircolatorio interagisce fortemente con quello neurovegetativo e viene facilitato dal calore e dal movimento, dal contatto cuore a cuore tra corpo materno e corpo del bambino e naturalmente, dall’amore.

Curare un intenso contatto fisico con i propri bambini, dormire con loro, tenerseli vicini, portarli e guidarli, ascoltarli, prestare attenzione e tempo mantiene la simbiosi come scudo protettivo.

Partendo da queste riflessioni vi sottoponiamo le ultime indagini UNICEF che sostengono la pratica del bedsharing, ossia il dormire insieme al bambino. Per molti anni si è pensato che fosse addirittura pericoloso dormire con i neonati nello stesso letto e fosse necessario aituarli fin da subito a dormire nella “loro” stanza. Uno studio svizzero, condotto nel 2009 da un esperto a livello europeo riguardo l’argomento della SIDS, la sindrome della morte in culla, ha dimostrato quanto non sia il bedsharing in sé a rappresentare un pericolo per il neonato ma un insieme di concause: prime fra tutte l’uso di alcol e tabacco da parte della mamma, durante la gravidanza e dopo la nascita, e/o il papà che dorme con il piccolo.

L’UNICEF promuove la possibilità di dormire insieme al neonato, fattore che aumenta il successo e prolunga la durata dell’allattamento al seno rendendo più riposati mamma e bambino, prestando attenzione ad alcuni gesti fondamentali:

  • il materasso deve essere abbastanza rigido e piatto (no materassi ad acqua o ad aria);
  • assicurarsi che il bambino non possa cadere o essere costretto verso il muro;
  • la stanza non deve essere troppo calda e il bambino troppo vestito, la pratica migliore è il contatto pelle a pelle;
  • le coperte, non troppo pesanti, non devono coprire la sua testa;
  • il bambino non deve essere lasciato solo nel letto e coloro che entrano nel lettone devono prestare attenzione al nuovo nato (ricordare al papà la sua presenza, attenzione ai fratellini, no animali domestici);
  • il bambino deve stare in posizione supina senza affondare la testa nel cuscino.

In qualsiasi caso è raccomandato che il bambino dorma almeno nella stessa stanza dei genitori almeno per i primi sei mesi di vita.

Schmid V. (2010) “Apprendere la maternità. Le sfide di oggi tra natura e cultura”, URRA, Milano

Mc Kenna et alt. (2005) “Why babies should never sleep alone: A review of the co-sleeping controversy in relation to SIDS, bedsharing and breast feeding”, Ped. Resp. Rev

Peter Fleming et alt (2009) “Hazardous cosleeping environments and risk factors amenable to change: case-control study of SIDS in south west England"