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Nei paesi sviluppati accade che la maggioranza delle donne non hanno mai assistito ad un parto nella loro vita se non al proprio: alcune si documentano su internet, altre attraverso documentari televisivi e film. Spesso vengono mostrate situazioni di grande sforzo e sofferenza, di pericolo, di fretta e di emergenza dove predominano camice bianco e telini verdi. Questo non è il parto naturale. In Italia oggi il parto naturale è una scelta più che una realtà. La maggior parte delle donne presentano tutti i presupposti per dare alla luce il proprio bambino senza complicazioni e bisogno di interventi. Avvicinarsi all’idea di un parto naturale significa poter incrementare il proprio livello di salute e permettersi di vivere con pienezza la trasformazione più grande della vita. Le donne che hanno in progetto un parto naturale non sono donne che scelgono di soffrire o di mettere in pericolo il proprio bambino. Sono donne che decidono di essere protagoniste della loro esperienza, scegliendo in maniera consapevole e informata le professioniste di fiducia da cui verranno assistite e sostenute, e il luogo più appropriato per la nascita del bambino. Il parto è un processo armonico e ritmico che non dovrebbe essere disturbato. Ogni mammifero cerca un ambiente protetto e sicuro per se e i suoi cuccioli nel quale poter essere libero di trasformarsi ed esprimersi in sintonia con le competenze stesse del corpo. Disturbare l’equilibrio del travaglio e del parto significa influenzarne indelebilmente il normale decorso. L’organizzazione mondiale della sanità, sostiene che l’ambiente medicalizzato e la messa in atto di interventi superflui come l’episiotomia, le posizioni forzate per il travaglio e il parto, l’uso routinario dell’ossitocina sintetica, la spinta guidata, etc. aumentano la possibilità di ricorso ad un parto operativo o un taglio cesareo. Situazioni che non solo comportano complicazioni per la mamma e il bambino ma che ne possono scalfire la fragile relazione, l’allattamento e l’accudimento.
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